
I mesi autunnali sono sempre più apprezzati da coppie, famiglie e compagnie di amici per una vacanza in campeggio, camper o glamping in montagna o sui laghi. Meno affollamento, prezzi più contenuti, temperature finalmente accettabili e la possibilità di ammirare meravigliosi panorami con i colori caldi del foliage sono le ragioni che spingono a scegliere questo periodo, come rileva anche un’analisi di FAITA Federcamping. Insomma, sembra tutto perfetto per godersi l’ambiente naturale, ma attenzione: in autunno si possono correre rischi di diverso tipo, per la presenza di funghi e bacche che attraggono per la loro bellezza, ma che possono costituire un serio pericoloso per i meno esperti e per i bambini. Ecco a che cosa fare attenzione.
Funghi solo se si è esperti
In autunno, le cronache riferiscono regolarmente casi di intossicazione da funghi, raccolti da persone che scambiano varietà pericolose per innocui porcini. I disturbi che compaiono dopo aver ingerito alcune specie di funghi sono dovuti alla diffusione nell’organismo delle tossine. Oltre alle “sindromi a breve incubazione”, che sono le meno pericolose, i cui sintomi compaiono poche ore dopo l’ingestione del fungo tossico, esistono anche le “sindromi a lunga incubazione”, nelle quali i sintomi dell’intossicazione si manifestano anche alcuni giorni dopo e sono le più pericolose perché possono causare anche la morte. Di conseguenza, non ci si deve sentire autorizzati a consumare funghi anche se sono belli e profumati. E’ invece necessario far analizzare i funghi raccolti da un ispettore micologo della ASL di zona, prima di consumarli o di riporli nel freezer. I funghi inoltre non andrebbero mai offerti ai bambini, anche perché sono poveri di sostanze nutritive e comunque difficilmente digeribili.
Che cosa fare in caso di intossicazione
Non esiste alcun farmaco in grado di combattere l’azione intossicante dei funghi velenosi: l’unico rimedio possibile è cercare di eliminare le tossine dall’organismo. E’ quindi necessario, in caso di sospetta intossicazione da funghi, recarsi immediatamente al Pronto Soccorso più vicino. Una volta in ospedale, il medico di turno può stabilire se sia possibile si tratti di intossicazione da funghi, osservando i sintomi e indagando su quello che la persona ricoverata ha ingerito nelle ore precedenti. Se si sospetta intossicazione, si ricorre al parere di uno specialista tossicologo, che sarà in grado di dare la conferma. Si procede quindi con gli interventi di urgenza, mirati ad eliminare dall’organismo le sostanze tossiche. Se il medico lo ritiene opportuno, si esegue una lavanda gastrica: eliminando i residui alimentari presenti nello stomaco, si riduce l’assorbimento delle tossine da parte dell’organismo. Si somministra poi carbone vegetale, una sostanza che svolge un’azione di assorbimento delle sostanze nocive, che vengono quindi eliminate dall’organismo con le feci.
Occhio a piante e bacche autunnali
Anche i casi di intossicazione con le erbe e le bacche, però non sono rari. Le intossicazioni da erbe e bacche velenose non sono meno pericolose di quella da funghi. È quindi importante ricordare qualche regola fondamentale per non correre rischi.
- Evitare di raccogliere e consumare erbe o bacche raccolte nei campi o in montagna: alcune potrebbero anche essere innocue, ma molte sono tossiche. Meglio non correre rischi.
- Anche se si è certi che l'erba che si è raccolta non è pericolosa, va assolutamente portata alla vicina ASL, da un vivaista o da un esperto di botanica che potranno effettuare in riconoscimento. In caso di incertezza, meglio gettare la pianta.
- Non consumare una pianta sulla quale si è in dubbio, nemmeno cotta: l'effetto tossico resta anche dopo la cottura.
- Non ingerire una bacca o un'erba anche se infestata da parassiti o consumati senza problemi dagli animali: sull'uomo gli effetti tossici possono essere maggiori.
- Attenzione ai bambini, che tendono a mettere in bocca le bacche per il loro aspetto invitante: se succede, è necessario portare il bambino il più presto possibile al pronto soccorso.
- Attenzione, in modo particolare, alle bacche: nei boschi e nei campi ne esistono di colore rosso, blu-nero o bianco giallo. Alcune di aspetto innocuo possono essere tossiche, quindi vanno evitate nel modo più assoluto.
- Non si deve bere latte: non ha effetto disintossicante e può rendere più difficile la diagnosi.
- E' utile tenere in casa del carbone attivo in polvere: diluito in acqua e somministrato per via orale secondo le indicazioni del medico, può in parte limitare l'assorbimento del veleno da parte dell'intestino, poiché cattura nei suoi piccoli pori le tossine.
Insomma, soprattutto per l'autunno vale il consiglio di godersi il panorama, esplorare e passeggiare, nel rispetto dell'ambiente e in piena sicurezza per se stessi e per i più piccoli.
Per sicurezza Centro Antiveleni Milano