10 apr | Come difendersi dalle allergie in primavera
Lo scorso 21 marzo è stata la Giornata Nazionale dei Pollini, ma i disturbi allergici legati a questi minuscoli prodotti delle piante continuano per tutta la primavera, l’estate e ci sono anche piante che fioriscono in autunno. Chi soffre di allergie sa quanto sia difficile godersi una giornata all’aperto, senza essere preda di starnuti, pizzicore alla gola, lacrimazione abbondante. Secondo dati recenti riportati da Assosalute, oggi quasi un italiano su tre manifesta sintomi allergici fastidiosi e secondo le stime la percentuale potrebbe salire entro il 2030 al 40%. Per questo, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione suggerisce come affrontare al meglio la stagione allergica, limitando l’impatto dei sintomi e migliorando la qualità della vita. Questi consigli vanno seguiti anche – anzi soprattutto – da chi ha problemi di allergie e sta progettando una vacanza en plein air in un villaggio o campeggio, soprattutto quelli in zone di montagna o di collina con prati e boschi, dove la concentrazione di pollini è elevata.Monitorare i bollettini dei pollini e fare attenzione al meteoMonitorare regolarmente i bollettini pollinici, cercando sul web in siti dedicati e scaricando applicazioni, è un’azione semplice ma molto efficace per gestire al meglio i sintomi delle allergie respiratorie. Consultare le previsioni aiuta a capire quali sono i momenti con maggiore concentrazione di pollini nell’aria, per esempio quando l’aria è secca, quando c’è vento o di prevede un temporale. Questo permette di adottare comportamenti protettivi, per esempio evitare passeggiate all’aperto durante i picchi o pianificare attività indoor.Assumere i farmaci regolarmentePer tenere sotto controlli i sintomi, è importante seguire la terapia prescritta dall’allergologo. I farmaci di automedicazione, contraddistinti dal bollino rosso che sorride sulla confezione, possono essere utilizzati non appena compaiono i primi sintomi. Usare questi farmaci rappresenta una delle strategie più efficaci per la gestione di starnuti, lacrimazione, fame d’aria: se usati al momento opportuno, possono aiutare a prevenire il peggioramento della condizione garantendo un efficace controllo dei disturbi. Esistono in diverse formulazioni come compresse, spray nasali o colliri. Gli antistaminici per via orale sono utili per ridurre sintomi come starnuti, prurito e naso che cola. Gli spray nasali cortisonici servono per combattere la congestione nasale e ridurre l’infiammazione delle mucose. Sono particolarmente efficaci se utilizzati in combinazione con antistaminici. I colliri antiallergici sono indicati per alleviare i sintomi della congiuntivite allergica che comporta prurito, arrossamento, lacrimazione e fotofobia e che compare spesso associata alla rinite. Infine, gli spray nasali antistaminici danno un sollievo rapido dai sintomi allergici locali, come prurito, naso che cola e starnuti.Migliorare la qualità dell'aria in casaI luoghi chiusi, come casa propria o le strutture turistiche, sono un rifugio sicuro durante la stagione allergica, ma è importante prestare attenzione alla qualità dell’aria negli ambienti. Aerare i locali è fondamentale per ridurre l’accumulo di umidità, ma è preferibile farlo nelle ore meno critiche della giornata, quando la concentrazione di pollini è più bassa come la sera tardi o dopo una pioggia. Inoltre, limitare la presenza di inquinanti indoor, come fumo di sigaretta, è essenziale per minimizzare ulteriori elementi capaci di favorire l’irritazione delle vie respiratorie.Curare l’igiene personaleI pollini tendono ad accumularsi sui vestiti, sui capelli e sulla pelle, aumentando l’esposizione anche quando si rientra in casa. Per questo motivo, è consigliato fare una doccia e cambiare gli abiti dopo essere stati all’aperto, per rimuovere i pollini e ridurre i sintomi. Anche lavare regolarmente le lenzuola e utilizzare accorgimenti come fodere anti-acaro per cuscini e materassi può contribuire a creare un ambiente più salubre per chi soffre di allergie.Per maggiori informazioni: semplicementesalute
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25 mar | Primavera, i benefici della bicicletta
Riposo, relax, mare o montagna e … sport. L’arrivo della primavera e delle belle giornate regala l’occasione di praticare attività fisica in un contesto diverso dal solito. Anzi, sarebbe opportuno approfittare di weekend e ponti primaverili per iniziare a praticare un po’ di movimento. La bicicletta è l’ideale perché permette di calibrare l’attività a seconda delle proprie esigenze, con un allenamento intenso se si è già abituati, oppure con un’andatura rilassata se si pedala insieme con la famiglia. Per non rinunciare alla propria attività sportiva preferita e per poter approfittare di tutti i benefici della bicicletta, ci sono tanti villaggi dove si possono noleggiare bici per esplorare il territorio circostante nel pieno rispetto della natura.I benefici della bicicletta sul cuoreLa bicicletta è uno sport adatto a tutti, che permette di scegliere tra diverse soluzioni: si può scorrazzare all’aperto, cimentarsi con la mountain bike o uscire tutti insieme in famiglia, portando i più piccoli nel seggiolino con cinture e caschetto. La bicicletta è un toccasana per il cuore, poiché migliora la frequenza cardiaca e la circolazione, diminuisce il ritmo respiratorio e aumenta la resistenza durante gli sforzi fisici. Una persona abituata a pedalare, insomma, compie le attività giornaliere con meno fatica e minor dispendio energetico. La diretta conseguenza è che l’organismo di una persona, che pratica questo sport regolarmente, richiede un numero inferiore di gittate cardiache, rispetto a una persona sedentaria, per apportare la stessa quantità di ossigeno agli organi. La conseguenza è che il cuore, nello svolgimento delle attività quotidiane, è sottoposto a minori sforzi.Un modo divertente per rimettersi in formaInoltre, andare in bici comporta un dispendio energetico notevole: si calcola che in un’ora siano consumate circa 300 calorie. L’attività fisica inoltre brucia il grasso aumentando la massa muscolare, con l’effetto di avere un corpo più sodo e tonico. Il movimento che si compie con la bicicletta fa lavorare soprattutto il bicipite e il quadricipite femorale, cioè la muscolatura anteriore e posteriore della coscia. Questa parte quindi trae grande beneficio, mentre per i glutei, l’addome e i fianchi è consigliabile eseguire qualche esercizio mirato, a casa oppure con l’aiuto di un istruttore. Se poi l’attività fisica è svolta all’aperto, l’umore ne trae notevoli vantaggi. Infatti la luce naturale e il moto aumentano la produzione degli ormoni del benessere.Allenarsi in modo graduale in vacanzaMa quanto si può dedicare all’attività sportiva? Una persona non allenata, sedentaria, che decide di iniziare a praticare attività fisica proprio durante le vacanze non dovrebbe dedicarvi più di 12-16 minuti due o tre volte alla settimana. Il meglio sarebbe la mattina presto oppure due ore dopo la prima colazione. Anche il tardo pomeriggio va bene. Poco indicate le ore serali: lo sport ha un effetto eccitante che provoca insonnia. In seguito è concesso utilizzare la bici anche tre o quattro volte alla settimana, purché si aumenti gradualmente il tempo e l’intensità del lavoro. Lo stesso discorso vale per la mamma che ha già fatto sport, ma per quest’ultima la ripresa è più veloce: dopo un paio di settimane, la donna allenata riesce già ad avvertire un miglioramento nel tono muscolare. Chi è sempre stata sedentaria, ha bisogno di una o due settimane in più. L’abbigliamento giusto per la biciclettaLa bicicletta, a meno che non sia per allenarsi in modo intenso per cui occorrono capi tecnici, richiede soprattutto un abbigliamento comodo. Le scarpe devono essere ben allacciate per garantire presa sui pedali. Vanno bene i calzoncini con la protezione inguinale (si trovano in tutti i negozi di articoli sportivi), che proteggono le parti intime da fastidiose infiammazioni. Per la parte superiore del corpo è indicato un indumento che permetta la traspirazione ma sia in grado di proteggere dal vento: nei negozi di sport è possibile acquistare capi di questo tipo, in tessuti tecnici appositamente studiati per chi pratica sport. Quando fa più caldo si può indossare la classica T-shirt in cotone a cui aggiungere una felpa. Durante l’attività fisica si deve bere molto: quando si esce in bicicletta è bene portare con sé una borraccia di almeno 500 cc di acqua o di integratori per compensare la perdita di liquidi dal corpo. L’uso del casco è sempre consigliato, nei più piccoli imprescindibile.
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15 mar | Pasqua 2026 in campeggio, dove andare?
“Pasqua con chi vuoi”. Vale anche per la Pasqua 2026, che nonostante cada presto, all’inizio di aprile, segna la stagione in cui si riprende a vivere all’aria aperta, a godersi la natura, le città d’arte, i castelli, le meraviglie che il nostro Paese offre. Che si viaggi in coppia, con un gruppo di amici affiatati oppure con la famiglia, conoscere itinerari, eventi, bellezze naturali aiuta a scegliere bene la propria destinazione e a organizzare il viaggio a seconda delle proprie esigenze. Ecco qualche suggerimento per godersi la Pasqua 2026 e rendere questi giorni indimenticabili. Alla scoperta delle DolomitiSecondo il National Geographic, le Dolomiti per il 2026 sono tra i “best of the world”, i luoghi da non perdere assolutamente. Adesso che le Olimpiadi Milano Cortina sono terminate, resta solo il piacere di muoversi tra paesaggi incantati, boschi, chiesette, approfittando dell'ultima neve sugli sci, sullo slittino o sulle ciaspole. Un paradiso per adulti e bambini, nell'aria purissima e cristallina del Trentino o dell'Alto Adige. Nelle Langhe, in PiemonteDa tutto il nord Italia e anche dal centro è facile raggiungere, con poche ore di viaggio, le Langhe, una delle zona più suggestive e conosciute del Piemonte. Celebre per avere dato i natali a Cesare Pavese, offre un panorama unico in primavera, tra alberi fioriti e lunghi tramonti sulle colline, lunghi filari di vigneti che producono vini pregiati e l’imponenza dei castelli. Mentre gli adulti potranno degustare la cucina tipica accompagnata da un bicchiere di Barolo, i piccoli trascorreranno momenti indimenticabili all’aperto, nella natura, divertendosi e imparando in una zona che ha meritato il riconoscimento Unesco. Tra Emilia e Toscana, sulla Via degli DèiUn percorso adatto più ad adulti oppure a famiglie con figli grandicelli è la Via degli Dèi, una camminata lunga 130 chilometri che parte da Piazza Maggiore a Bologna e arriva in Piazza della Signoria a Firenze (e viceversa). Richiede un certo allenamento e qualche giorno di cammino, non è obbligatorio percorrerla tutta e durante la camminata ci si può fermare in uno dei numerosi punti di ristoro presenti sul tragitto. Vale la pena di percorrerla in primavera, quando il clima è perfetto e la natura sta per sbocciare a nuova vita, per godere al massimo della bellezza di sentieri, boschi e panorama unici. Alla scoperta dei borghi dell’UmbriaDa Perugia a Todi, da Spoleto a Gubbio, ma non solo. L’Umbria è la Regione italiana più intrisa di spiritualità, ecco perché merita di essere visitata anche con i bambini magari proprio in una ricorrenza religiosa come la Pasqua. Tra palazzi medievali, stradine caratteristiche, musei, basiliche c’è da ubriacarsi di bellezza e di arte, magari spostandosi a bordo di un treno turistico. E dopo tanto passeggiare, quello che vuole è una sosta in riva al Trasimeno, il “mare dell’Umbria”. Basilicata, non solo MateraLa Basilicata è famosa soprattutto per Matera, la Città dei Sassi, anch’essa patrimonio Unesco e località suggestiva, tanto che alcuni film in tema di Pasqua sono stati girati proprio qui. Ci sono però altri borghi che valgono almeno una giornata di visita, in queste vacanze di primavera. Due in particolare sono perfetti da visita con i bambini. Pietragalla, per esempio, è un luogo unico al mondo, con cantine scavate nella roccia e ricoperte di vegetazione, simili a un villaggio degli gnomi. E poi Craco, il paese fantasma, scavato nella roccia e oggi quasi disabitato: un luogo incantato, fermo nel tempo, indimenticabile per adulti e bambini. Nella patria del cioccolatoAnche Pasqua 2026 è cioccolato e cioccolato, in Sicilia, è soprattutto Modica, deliziosa cittadina in provincia di Ragusa. Denominato Igp, preparato con materie prime biologiche di qualità elevatissima, è preparato con una particolare tecnica di lavorazione a freddo tra cacao e zucchero, che mantiene intatti i cristalli per una consistenza e un aroma unici al mondo. Una tappa golosa ma anche istruttiva, che parla di valorizzazione dei prodotti di altissima qualità del nostro Paese.
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05 lug | Bambini, piscina e sicurezza
I bambini in piscina si divertono tantissimo, ma è importante sorvegliarli sempre per evitare incidenti e annegamento. Vediamo come fare perché il momento del bagno in piscina sia solo un’occasione di gioco e allegria in tutta sicurezza.Quando si sceglie una struttura turistica per le vacanze, la presenza della piscina in campeggi e villaggi è una delle caratteristiche più ricercate, anche se ci si trova in prossimità del mare. La piscina è rassicurante, non ci sono le onde, è spesso provvista di scivoli e di giochi d’acqua, offre tante possibilità di svago e di divertimento. Eppure, proprio come succede per il mare o il lago, in piscina è essenziale prestare attenzione alla sicurezza dei bambini in piscina, per evitare traumi e annegamenti. Ogni estate, le cronache riferiscono purtroppo di casi di bambini che hanno perso la vita in piscina, anche in quelle piccole, nel giardino di casa.La disattenzione causa principale dell’annegamentoSecondo i dati di un Rapporto dell'Osservatorio per lo Sviluppo di una Strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione dell’Istituto Superiore di Sanità, gli annegamenti in piscina riguardano soprattutto bambini di età inferiore ai 12 anni. In media, ogni anno sono circa 330 le persone che, nel nostro Paese, perdono la vita per annegamento: il 12% è di età inferiore ai 18 anni. Si tratta dunque di giovanissimi, che a volte sopravvalutano le proprie capacità di affrontare acque che si rivelano insidiose. Più spesso, sono bambini sfuggiti al controllo dei genitori, che cadono in piscine, anche piccole ma rimaste scoperte o senza una adeguata recinzione. Non importa che la piscina sia più o meno grande, che l’acqua sia profonda. Gli esperti dell’ISS raccomandano attenzione alla sicurezza dei bambini in piscina, perché un piccolo che ha appena imparato a camminare può annegare anche in una piscinetta gonfiabile da giardino, in venti centimetri d’acqua. C’è scarsa consapevolezza di questo, così come sono diffusi comportamenti sbagliati, che possono essere alla base di incidenti con conseguenze irreparabili.Mai distrarsi mentre il bambino è in acqua!È essenziale aumentare la consapevolezza che la sicurezza dei bambini in piscina è soprattutto una questione di responsabilità e di attenzione continua. Sempre secondo l’ISS, una delle cause più comuni di annegamento infantile è proprio la mancata o inadeguata sorveglianza da parte degli adulti. In uno studio riportato nel Rapporto, più della metà dei genitori credeva che fosse il bagnino la persona principalmente responsabile della supervisione del proprio bambino. Quasi un terzo degli intervistati ha ammesso di lasciare il proprio bambino completamente incustodito in una piscina per due minuti o anche di più. Inoltre, il 38% dei genitori ha dichiarato di aver parlato con altri, il 18% di essere stato occupato a leggere, il 17% a mangiare o, nell’11% dei casi, a parlare al telefono. Inoltre, quasi la metà era convinta che se il bambino si fosse trovato in difficoltà, questi avrebbe urlato, pianto, fatto rumore, insomma richiamato l’attenzione in qualche modo. Non è così: l’annegamento può verificarsi in completo silenzio.Un progetto contro l’annegamento tra ISS e RegioniAnche instaurare un corretto rapporto con l'acqua è fondamentale per difendere i bambini dai rischi dell’annegamento. Con questo obiettivo, l’ISS in collaborazione con 9 Regioni (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Sicilia), ha creato un progetto per aumentare la consapevolezza, che comprende un video di cui è protagonista il pesciolino Salvo, che offre consigli ai genitori per prevenire gli annegamenti. L’Istituto inoltre ha diffuso una serie di regole e consigli per la sicurezza dei bambini in piscina e per evitare gli incidenti in acqua.Vediamole insieme:Immergersi preferibilmente in acque sorvegliate dove è presente personale qualificato in grado di intervenire in caso di emergenza;Evitare di immergersi in caso di mare mosso o in prossimità di specchi d'acqua dove sono presenti correnti di ritorno;Essere consapevoli delle condizioni del mare prima di immergersi;Osservare attentamente la segnaletica e seguire le indicazioni dei sorveglianti. Questo può aiutare a identificare zone pericolose e comportamenti da evitare;Sorvegliare sempre in maniera continuata i bambini in acqua o in prossimità di un qualsiasi specchio d'acqua soprattutto nelle piscine domestiche o private;Educare i bambini all'acquaticità fin da piccoli. Insegnare loro a nuotare e a comportarsi in acqua in modo sicuro può ridurre in maniera significativa il rischio di incidenti;Evitare di tuffarsi in acqua repentinamente dopo aver mangiato o dopo un'esposizione prolungata al sole;Evitare tuffi da scogliere o in zone non protette e prestare attenzione a immergersi solo in acque di profondità adeguata.
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05 lug | Strutture Gluten Free
Una persona con problemi di celiachia deve poter contare su una alimentazione gluten free sempre, anche quando va in vacanza. Solo la dieta priva di glutine seguita sempre, in modo rigoroso, permette di controllare i disturbi legati alla celiachia e quindi a vivere una quotidianità serena. Perché la vacanza è anche questo: rilassarsi in serenità e benessere fisico e mentale. Scopriamo insieme quali sono i requisiti da rispettare per le strutture gluten free e come è possibile andare sul sicuro e godersi qualche giorno in relax, in campeggi, villaggio e non solo, nella certezza di controllare la malattia.Perché scegliere un esercizio gluten freeSecondo i dati del Ministero della Salute relativi al 2023 e diffusi anche dalla AIC – Associazione Italiana Celiachia, sono 265.102 le persone celiache diagnosticate in Italia e le donne ne soffrono oltre il doppio degli uomini. Consolidate evidenze scientifiche epidemiologiche stimano che la celiachia riguardi l’1% della popolazione, in Italia e nel mondo. Nel nostro paese, quindi, sono circa 400.000 i casi non ancora diagnosticati. L’unico modo per controllare i sintomi (dolori addominali, dissenteria, malessere e molti altri) è seguire una dieta priva di glutine. La dieta seguita in casa propria permette di mettersi al sicuro dal rischio di contaminazioni, ma che cosa succede quando si va in vacanza? È importante scegliere una struttura turistica per celiaci, che abbia davvero le carte in regola. Perché non è sufficiente utilizzare materie prime prive di glutine. E’ indispensabile anche la corretta manipolazione dei prodotti, l’utilizzo di strumenti per la preparazione ben distinti per scongiurare il rischio di contaminazione, che sia seguita con cura ogni fase del processo di preparazione di un piatto. Ed è importante anche investire nella formazione del personale addetto, che deve essere a conoscenza della patologia e istruito per gestire le varie situazioni. Tutte queste caratteristiche, insieme, contribuiscono a rendere un ristorante sicuro e affidabile, migliorandone la reputazione.Senza glutine, una dicitura prevista dalla leggeNon si tratta solo di un dovere morale nei confronti di chi ha la malattia: è un vero e proprio obbligo di legge che i gestori sono tenuti a rispettare. Un esercizio, per potersi forgiare della dicitura “senza glutine” deve ottenere un’autorizzazione dalla ASL all’interno della quale si trova il locale, rispondendo ai requisiti presenti nel DL del Ministero della Salute n°111 del 1992. Solo le strutture che hanno seguito l’iter per ottenere tale certificazione possono essere considerate davvero senza glutine e possono comunicarlo al pubblico anche attraverso vetrofanie che riportano simboli chiari, con la dicitura “senza glutine”. Attenzione quindi ai locali, ai ristoranti, pizzerie non autorizzati: possono forse servire piatti privi di glutine, ma non viene garantita l’assenza di contaminazione durante l’intero processo di preparazione dei cibi.Il programma Alimentazione Fuori Casa di AICL’Associazione Italiana Celiachia, la massima autorità italiana in materia, ha messo a punto il programma AFC, ossia Alimentazione Fuori Casa: l’obiettivo è creare un network di esercizi realmente formati e informati sulla celiachia, che possano offrire un servizio realmente a misura delle esigenze alimentari dei celiaci. AFC si rivolge a tantissime tipologie di esercizi, non solo ristoranti, bar, pizzerie, piadinerie, paninoteche e pasticcerie, ma anche agriturismi, alberghi, villaggi e altre strutture turistiche al cui interno esista il servizio di ristorazione.L’adesione a questo circuito è di tipo volontario e per ottenere la certificazione AFC l’esercizio deve:• avere partecipato ad un corso su celiachia e dieta gluten-free organizzato dalle AIC Locali, dalle ASL o da enti che collaborano con AIC• avere ultimato la formazione con successivi incontri o corsi presso l’esercizio stesso a cura dell’AIC Locale• seguire tutte le regole fornite da AIC per la preparazione e somministrazione degli alimenti gluten-free per evitare i rischi di contaminazione• utilizzare solo ingredienti gluten-free • ricevere periodicamente il materiale informativo dell’Associazione• consentire controlli periodici da parte dell’AIC Locale, che svolge almeno una volta all’anno un sopralluogo approfondito dell’esercizio• aver firmato un accordo con AIC in cui il titolare si impegna per tutto quanto sopra. Consigli per chi prenota in una struttura gluten free• Effettuare sempre la prenotazione con anticipo, per dare il tempo di organizzare adeguatamente l’offerta con elevati standard di quantità, qualità e sicurezza;• Prima di ordinare, farsi riconoscere sempre come persona con celiachia;• Non abbassare mai il livello di attenzione a quello che viene servito.
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19 mag | Protezione solare
Protezione solare, perché è importante e come scegliere quella giusta La protezione solare adatta al proprio tipo di pelle è essenziale, quando si va in vacanza in campeggio al mare, sui laghi oppure in montagna. Il sole, infatti, apporta molti benefici all’organismo di adulti e bambini, ma se ci si scotta aumenta la possibilità di avere problemi alla pelle. È quindi importante, prima di partire, portare con sé un prodotto con la protezione solare adatta al proprio tipo di pelle, da applicare più volte quando ci si espone al sole. Benefici e rischi dell’esposizione al sole I raggi solari fanno bene all’organismo. Contribuiscono ad alleviare malattie della pelle come dermatite atopica e psoriasi, di cui soffrono anche i più giovani. Migliorano il tono dell’umore, favoriscono la sintesi della vitamina D che rende robuste le ossa e regolano l’attività ormonale. In dosi eccessive e senza una adeguata protezione, però, il sole svolge un’azione negativa sulla pelle. Infatti gli Uvb sono responsabili di eritemi e scottature, mentre gli Uva causano invecchiamento della pelle, con rughe e macchie. I raggi solari costituiscono un fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma, un tumore della pelle sempre più diffuso. Come usare il solare in modo corretto Per approfittare dei benefici del sole senza correre i rischi di danni, è bene utilizzare un prodotto in crema o spray caratterizzato da un filtro solare adeguato al proprio fototipo. Il cosmetico, applicato regolarmente, creare un sottile film protettivo sulla cute che funziona come uno scudo, difendendo la pelle dall’azione infiammante di Uva e Uvb. Al tempo stesso, permette che i melanociti (le cellule presenti negli strati più profondi della cute) producano gradualmente la melanina, il pigmento scuro che conferisce l’abbronzatura e funziona da filtro naturale. È importante sapere come applicare il proprio solare: il prodotto va messo sulla pelle asciutta e pulite, nelle zone fotoesposte, quando si è ancora a casa, in modo che una volta al zone sia ben assorbito. E quanto deve essere? Secondo gli esperti, 35 grammi, pari a sette cucchiaini da tè per tutto il corpo. L’applicazione va rinnovata dopo il bagno in mare o in piscina, la doccia e una abbondante sudata. Qual è il solare giusto per ogni fototipo Perché la protezione solare sia ancora più efficace e mirata, è importante conoscere il proprio fototipo, una caratteristica individuale che si basa sul colore soprattutto della pelle, ma anche dei capelli e degli occhi. Grazie a questa è possibile scegliere il solare con il giusto fattore di protezione. Scopri insieme a noi il tuo fototipo! Capelli biondi o rossi, occhi chiari, carnagione molto chiara con efelidi, estremamente sensibile al sole, che si scotta sempre e non si abbronza: fototipo 1, occorre una protezione molto alta, ossia 50+. Capelli biondi o castano chiaro, occhi chiari, carnagione chiara, spesso con efelidi, sensibile al sole, che si scotta con facilità e si abbronza poco: fototipo 2, serve una protezione molto alta, 50+. Capelli sono castani, occhi chiari o marroni, carnagione bruno-chiara, che può scottarsi ma che si abbronza un po’: il fototipo è il 3, per il quale è adatta una protezione alta, vale a dire 30-50. Capelli castano scuro o neri, occhi scuri, carnagione olivastra o scura, si scotta di rado e si abbronza con facilità e intensamente: fototipi 4 e 5, per i quali è adatta utilizzare una protezione media, 15-25. Capelli neri, gli occhi neri e la pelle decisamente scura, la cute diviene nera al sole: fototipo 6, cute molto resistente per la quale è comunque consigliata una fotoprotezione bassa, 10-15. E i bambini? Hanno una pelle molto delicata e prima dei sei mesi non andrebbero esposti al sole diretto. Più tardi, è concesso con moderazione, un solare a protezione alta (50), maglietta e cappellino.
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