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Come proteggere la sicurezza dei bambini in piscina
I bambini in piscina si divertono tantissimo, ma è importante sorvegliarli sempre per evitare incidenti e annegamento. Vediamo come fare perché il momento del bagno in piscina sia solo un’occasione di gioco e allegria in tutta sicurezza.
Quando si sceglie una struttura turistica per le vacanze, la presenza della piscina in campeggi e villaggi è una delle caratteristiche più ricercate, anche se ci si trova in prossimità del mare. La piscina è rassicurante, non ci sono le onde, è spesso provvista di scivoli e di giochi d’acqua, offre tante possibilità di svago e di divertimento. Eppure, proprio come succede per il mare o il lago, in piscina è essenziale prestare attenzione alla sicurezza dei bambini in piscina, per evitare traumi e annegamenti. Ogni estate, le cronache riferiscono purtroppo di casi di bambini che hanno perso la vita in piscina, anche in quelle piccole, nel giardino di casa.
La disattenzione causa principale dell’annegamento Secondo i dati di un Rapporto dell'Osservatorio per lo Sviluppo di una Strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione dell’Istituto Superiore di Sanità, gli annegamenti in piscina riguardano soprattutto bambini di età inferiore ai 12 anni. In media, ogni anno sono circa 330 le persone che, nel nostro Paese, perdono la vita per annegamento: il 12% è di età inferiore ai 18 anni. Si tratta dunque di giovanissimi, che a volte sopravvalutano le proprie capacità di affrontare acque che si rivelano insidiose. Più spesso, sono bambini sfuggiti al controllo dei genitori, che cadono in piscine, anche piccole ma rimaste scoperte o senza una adeguata recinzione. Non importa che la piscina sia più o meno grande, che l’acqua sia profonda. Gli esperti dell’ISS raccomandano attenzione alla sicurezza dei bambini in piscina, perché un piccolo che ha appena imparato a camminare può annegare anche in una piscinetta gonfiabile da giardino, in venti centimetri d’acqua. C’è scarsa consapevolezza di questo, così come sono diffusi comportamenti sbagliati, che possono essere alla base di incidenti con conseguenze irreparabili.
Mai distrarsi mentre il bambino è in acqua! È essenziale aumentare la consapevolezza che la sicurezza dei bambini in piscina è soprattutto una questione di responsabilità e di attenzione continua. Sempre secondo l’ISS, una delle cause più comuni di annegamento infantile è proprio la mancata o inadeguata sorveglianza da parte degli adulti. In uno studio riportato nel Rapporto, più della metà dei genitori credeva che fosse il bagnino la persona principalmente responsabile della supervisione del proprio bambino. Quasi un terzo degli intervistati ha ammesso di lasciare il proprio bambino completamente incustodito in una piscina per due minuti o anche di più. Inoltre, il 38% dei genitori ha dichiarato di aver parlato con altri, il 18% di essere stato occupato a leggere, il 17% a mangiare o, nell’11% dei casi, a parlare al telefono. Inoltre, quasi la metà era convinta che se il bambino si fosse trovato in difficoltà, questi avrebbe urlato, pianto, fatto rumore, insomma richiamato l’attenzione in qualche modo. Non è così: l’annegamento può verificarsi in completo silenzio.
Un progetto contro l’annegamento tra ISS e Regioni Anche instaurare un corretto rapporto con l'acqua è fondamentale per difendere i bambini dai rischi dell’annegamento. Con questo obiettivo, l’ISS in collaborazione con 9 Regioni (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Sicilia), ha creato un progetto per aumentare la consapevolezza, che comprende un video di cui è protagonista il pesciolino Salvo, che offre consigli ai genitori per prevenire gli annegamenti. L’Istituto inoltre ha diffuso una serie di regole e consigli per la sicurezza dei bambini in piscina e per evitare gli incidenti in acqua.
Vediamole insieme: Immergersi preferibilmente in acque sorvegliate dove è presente personale qualificato in grado di intervenire in caso di emergenza; Evitare di immergersi in caso di mare mosso o in prossimità di specchi d'acqua dove sono presenti correnti di ritorno; Essere consapevoli delle condizioni del mare prima di immergersi; Osservare attentamente la segnaletica e seguire le indicazioni dei sorveglianti. Questo può aiutare a identificare zone pericolose e comportamenti da evitare; Sorvegliare sempre in maniera continuata i bambini in acqua o in prossimità di un qualsiasi specchio d'acqua soprattutto nelle piscine domestiche o private; Educare i bambini all'acquaticità fin da piccoli. Insegnare loro a nuotare e a comportarsi in acqua in modo sicuro può ridurre in maniera significativa il rischio di incidenti; Evitare di tuffarsi in acqua repentinamente dopo aver mangiato o dopo un'esposizione prolungata al sole; Evitare tuffi da scogliere o in zone non protette e prestare attenzione a immergersi solo in acque di profondità adeguata.
Pubblicato il: 05/07/2025
Categoria: Informazione e curiosità
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