
È questo il periodo giusto per prenotare le vacanze estive 2026, ma quest’anno è necessario fare i conti con l’aumento del prezzo dei carburanti. La chiusura dello Stretto di Hormuz riduce infatti l’approvvigionamento delle scorte, tenendo conto anche dell’impatto che le attività militari hanno sui rifornimenti di cherosene e gasolio. Questo condiziona inevitabilmente le scelte per quanto riguarda gli spostamenti, soprattutto in aereo. L’Aci Europe (la Associazione degli Scali Europei) ha inviato alla Commissione Europea una lettera, in cui mette in evidenza che senza la possibilità di rifornirsi di cherosene, molti voli non potranno più decollare.
Questa situazione ha una ripercussione già evidente sul comparto del turismo. Secondo l’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, infatti, a fine marzo 2026 il 75% degli operatori nota ripercussioni in negativo sulla propria attività , soprattutto con un calo delle nuove prenotazioni, un incremento dei costi operativi e un aumento delle cancellazioni e delle richieste di rimborso. Anche le destinazioni stanno cambiando, sempre secondo le rilevazioni di Aidit. Medio Oriente, Nord Africa e Turchia sono considerate destinazioni a rischio, quindi sono evitate. Al contrario, aumentano le prenotazioni verso località ritenute più sicure, come Italia, Spagna e bacino del Mediterraneo, non solo in strutture fisse, come alberghi o campeggi ma anche in crociere.
Altri problemi che riguardano i viaggiatori sono gli aumenti del costo dei biglietti e la conferma dei tagli dei voli e nei giorni scorsi, ai primi di aprile 2026, in quattro grandi aeroporti italiani (Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso) sono state stabilite limitazioni sono scattate delle limitazioni alle forniture di carburante. Anche alcune compagnie aeree hanno denunciato una situazione problematica che potrebbe sfociare in difficoltà di approvvigionamento già a fine maggio 2026. Lo hanno dichiarato per esempio Lufthansa e la compagnia low cost Ryan Air, la quale prevede soprattutto problemi in estate e a causa della situazione in evoluzione si potrebbe verificare la soppressione del 5-10% dei voli tra giugno e agosto, con un aumento dei costi del 4%. Anche altre compagnie, per esempio la scandinava Sas, United Airlines e Air New Zealand dovranno probabilmente tagliare alcuni voli. Ci saranno probabilmente aumenti dei costi dei biglietti: diverse compagnie, infatti, hanno già alzato le tariffe.
È difficile fare previsioni a lungo termine per sapere fino a quando durerà la crisi energetica. Per questo, è importante pianificare con attenzione le proprie vacanze, ricordandosi di: