
Il 4 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale contro l’Obesità. Questa condizione, che è una vera e propria malattia che aumenta il rischio di patologia acute e croniche, si deve prevenire già a partire dall’infanzia con dieta sana e vita più attiva.
Nella Giornata Mondiale contro l’Obesità, una particolare attenzione meritano i bambini, sempre più coinvolti in questo problema. Dati recenti dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che, in Italia, quasi 1 bambino su cinque tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e che 1 su cento è obeso. L’incidenza è maggiore in condizioni socio-economiche più svantaggiate, spesso concentrate al sud. Il problema è che sovrappeso e obesità non sono soltanto un problema estetico, ma possono predisporre a problemi come diabete, infarto, ictus già in giovane età. Questo grava sulla famiglia e costituisce un carico per il Servizio sanitario nazionale.
Perché si deve intervenire presto
Per questo, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Obesità, Pediatri di Famiglia della Federazione Italiana Medici Pediatri https://www.fimp.pro/ pongono l’attenzione sulla necessità di prevenire l’eccesso di peso in età evolutiva, sollecitando un intervento precoce e continuativo per proteggere la salute dei bambini. Partiamo dalla novità che l’obesità oggi è riconosciuta come patologia cronica, quindi è un cambio di prospettiva: “Questa condizione clinica va prevenuta e intercettata precocemente già in età pediatrica”, dichiara Antonio D’Avino, Presidente nazionale FIMP. “Il Pediatra di Famiglia svolge un ruolo determinante: monitora la crescita con continuità, individua tempestivamente i segnali di rischio e accompagna le famiglie nella costruzione di corretti stili di vita. La prevenzione nei primi anni di vita è la leva più efficace per tutelare la salute futura dei bambini”. Dello stesso avviso è la Società Italiana di Pediatria https://sip.it/, che ricorda come i processi di alterazione vascolare, premessa delle malattie cardiovascolari come infarto e ictus, iniziano nei primi 10 anni di vita. In questa età è quindi essenziale fare in modo che i bambini abbiano una buona forma fisica, dalla quale dipende la salute cardiovascolare e che si ottiene dalla alimentazione corretta e dalle buone abitudini, che comprendono anche l’attività fisica.
I rischi legati all’obesità
Il peso in eccesso rende frequenti in età pediatrica alcune alterazioni un tempo ritenute rare nel bambino. L’ipertensione arteriosa riguarda il 4% dei bambini tra 6 e 16 anni e ben il 24% dei piccoli obesi. Il 7% dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 19 anni ha già problemi di colesterolo alto. E’ fondamentale prevenire le malattie cardiovascolari nell’infanzia attraverso stili di vita e di alimentazione corretti fin dalla più tenera età, partendo anche dall’allattamento e da uno svezzamento equilibrato. È anche bene monitorare la pressione già in età pediatrica, dato che l’ipertensione arteriosa oltre il 20% degli adulti, è uno dei principali fattori di rischio di eventi cardiovascolari ed è la prima causa di insufficienza renale cronica. Prevenire l’obesità protegge anche dal rischio di sviluppare malattie renali croniche, con tutti i rischi correlati.
Le regole d’oro per la prevenzione dell’obesità infantile
Per favorire una corretta crescita del proprio bambino è essenziale fare riferimento al pediatra di famiglia che può dare indicazioni sull’alimentazione e sull’importanza del movimento fisico quotidiano.
Seguire le indicazioni del pediatra nello svezzamento, per essere certi di garantire al piccolo pasti con quota calorica adeguata e una corretta distribuzione dei nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, minerali, vitamina).
Evitare i fuoripasto che non siano compresi nei due spuntini ammessi, uno al mattino e uno dopo la scuola. Questi dovrebbero essere a base di frutta fresca, verdura cruda ben lavata, yogurt. No a merende grasse e a bevande ricche di zuccheri semplici.
Abituare i bambini a una prima colazione completa che rappresenti almeno il 20-25% delle calorie giornaliere, favorire l'utilizzo degli alimenti integrali e delle farine poco raffinate, che sono ricchi di fibre, meno assorbibili dall’intestino e producono una minora elevazione della glicemia.
Offrire solo acqua naturale da bere. L’apporto calorico degli zuccheri semplici non dovrebbe superare il 10-15% delle calorie totali, eppure queste sono ampiamente superate a tutte le età, persino tra molti bambini nel secondo semestre di vita.
Ridurre la sedentarietà, ossia le ore trascorse in attività a basso dispendio energetico come guardare la tv, o computer e smartphone aumentando il moto quotidiano. Questo è possibile sia con sport strutturati, sia con gioco libero all’aperto, sia dopo la scuola sia in vacanza, scegliendo sistemazioni nel verde, per esempio in campeggi attrezzati per famiglie https://www.campeggievillaggi.it/zona-turistica/per-famiglie/campeggi/z113, per favorire la vita all’aria aperta e il movimento.